Archivio di Maggio 2008

La Fonte del Tiburzi

Martedì, 20 Maggio 2008

La Fonte del Tiburzi è uno splendido esempio di captazione delle acque superficiali: di fatto è una cisterna che, costruita a filo del terreno ed in parte addossata alla collina, permette di catturare la acque che filtrano nel terreno: profonda circa 1metro e 20cm consente di disporre di un piccolo deposito d’acqua “buona da bere”. La Fonte consente l’accesso all’interno della cisterna stessa attraverso un portello che preserva l’acqua interna da evntuali contaminazioni di animali selvatici ma nella parte a filo di terra è stato previsto un “troppo pieno” che permette all’acqua di fuoriuscire allagando una piccola superficie che funge da abbeveratoio per il bestiame ma anche da lavatoio.

Questa meraviglia di ingegneria idraulica datata intorno al 1800 consentiva ai numerosi carbonai ed al brigante stesso di condurre una vita all’interno della macchia più che dignitosa in quanto la zona non presentava torrenti o ruscelli degni di nota e soprattutto che consentissero l’approvvigionamento idrico per tutto l’anno.

Poco distante dalla Fonte esistono le rovine di un antico forno per la cottura dei cibi e sono molto riconoscibili le tracce perimetrali di un’antica capanna che, dai ricordi delle persone anziane del posto, ci dicono appartenere all’antico brigante. La testimonianza di ciò è raccolta in un video che l’associazione Terramata ha girato in forma di intervista al signor Paride Marconi e che voi potete visionare sul sito www.terramata.it.

La visita è molto interessante perchè ci riporta ad una dimensione di vita storicamente ma soprattutto tipologicamente lontana e ci fa valutare l’importanza ed il valore di cose come l’acqua alla quale oggi diamo scarsissima importanza. 

Lo sforzo adesso è di recuperare l’antica funzionalità di questa Fonte e del relativo Forno cosa che impegnerà l’associazione Terramata nei prossimi mesi.

 

La Vacca Maremmana

Domenica, 18 Maggio 2008

Qui al Bosco Felice abbiamo iniziato ad allevare le Maremmane da ormai due anni: è iniziato come un gioco ed invece è diventato un lavoro. Un lavoro molto interessante che ti fa comprendere la necessità di tornare a forme di allevamento semplici nel rispetto dell’etologia dell’animale e dell’allevatore. Questo splendido bovino è un animale tranquillo ed estremamente frugale, non richiede cure particolari e vive libero senza bisogno di strutture particolari di contenzione. I farmaci ed i veterinari arrivano solo in casi eccezionali e la stalla viene snobbata a favore della “macchia” che offre un ottimo rifugio dal freddo, dalle piogge e dalla calura. Questo animale, estremamente riflessivo, curioso ed attento è anche molto di compagnia infatti ti riconosce, ti cerca ed ama farsi carezzare; non è aggressivo però, pesando cinque quintali ed avendo delle corna di quasi un metro, non si può trattare come un cagnolino.

La vacca maremmana va riportata alle antiche glorie proprio perchè allontanandosi dai moderni sistemi di allevamento che prevedono stalle faraoniche, interventi chimici continui, pressione umana costante per la contenzione, è l’animale più “no global” e “naturally correct” che abbiamo sul nostro territorio.

Per conoscere più da vicino questo antico bovino, abbiamo organizzato un incontro con i soci di Terramata per l’ 8 giugno.

Se ti va di partecipare prenotati entro venerdì 6 ai numeri:

3283603329 Andrea

056428284 Elisa

A presto!