La Fonte del Tiburzi
La Fonte del Tiburzi è uno splendido esempio di captazione delle acque superficiali: di fatto è una cisterna che, costruita a filo del terreno ed in parte addossata alla collina, permette di catturare la acque che filtrano nel terreno: profonda circa 1metro e 20cm consente di disporre di un piccolo deposito d’acqua “buona da bere”. La Fonte consente l’accesso all’interno della cisterna stessa attraverso un portello che preserva l’acqua interna da evntuali contaminazioni di animali selvatici ma nella parte a filo di terra è stato previsto un “troppo pieno” che permette all’acqua di fuoriuscire allagando una piccola superficie che funge da abbeveratoio per il bestiame ma anche da lavatoio.
Questa meraviglia di ingegneria idraulica datata intorno al 1800 consentiva ai numerosi carbonai ed al brigante stesso di condurre una vita all’interno della macchia più che dignitosa in quanto la zona non presentava torrenti o ruscelli degni di nota e soprattutto che consentissero l’approvvigionamento idrico per tutto l’anno.
Poco distante dalla Fonte esistono le rovine di un antico forno per la cottura dei cibi e sono molto riconoscibili le tracce perimetrali di un’antica capanna che, dai ricordi delle persone anziane del posto, ci dicono appartenere all’antico brigante. La testimonianza di ciò è raccolta in un video che l’associazione Terramata ha girato in forma di intervista al signor Paride Marconi e che voi potete visionare sul sito www.terramata.it.
La visita è molto interessante perchè ci riporta ad una dimensione di vita storicamente ma soprattutto tipologicamente lontana e ci fa valutare l’importanza ed il valore di cose come l’acqua alla quale oggi diamo scarsissima importanza.
Lo sforzo adesso è di recuperare l’antica funzionalità di questa Fonte e del relativo Forno cosa che impegnerà l’associazione Terramata nei prossimi mesi.