Il brigante Tiburzi

Il brigante della Maremma

Domenico Tiburzi (detto “Domenichino”) fu il più famoso brigante della Maremma, divenuto una leggenda tra gli abitanti della provincia di Grosseto.

Tiburzi rappresenta l’esempio più evidente di una criminalità nata come risposta alle ingiustizie della società. Dai grandi proprietari pretendeva la “tassa del brigantaggio” e in cambio garantiva protezione.

Tiburzi divenne un eroe popolare, il brigante buono e soccorrevole che uccideva “perché fosse rispettato il comando di non uccidere”.

Eliminò, infatti, molti briganti che si erano distinti per la loro prepotenza e cattiveria, quando capì che non sarebbe riuscito con la persuasione a ridurli a più miti comportamenti.

Egli distingueva bene la legge dalla giustizia e lui stesso si era nominato protettore della giustizia anche contro la legge e in quell’epoca la legge la facevano i Savoia e il Vaticano

Proprio nel bosco della nostra biofattoria si trova la cosiddetta “fonte del Tiburzi” ovvero una eccellente opera di ingegneria idraulica realizzata intorno al 1800 che consentiva ai numerosi carbonai ed al Brigante stesso di sopravvivere all’interno della macchia.

La Fonte conserva ancora intatto il suo fascino antico ed è sempre più meta di visite turistiche visto l’interesse crescente nei confronti di questa figura simbolo de “la protesta selvaggia e brutale della miseria contro le antiche e secolari ingiustizie“.

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